SETTIMANA VI

Continuano le storie, continuano i ritratti e, grazie ad un manipolo di eroi, continuano i concerti. Questa settimana ce n’è stato uno molto importante per me. Ritorno a sentire Paolo Benvegnù cantare, anche se in formazione ridotta. A cantare le sue nuove canzoni, dell’album “DELL’ODIO DELL’INNOCENZA”. Insieme a lui c’è anche Alessandro Fiori, uno dei più grandi poeti viventi.
Ho sempre paura di dirlo, paura di passare da vanitoso. Però ne sono orgoglioso perché ho realizzato la copertina del disco di Paolo, la sua grafica, insieme a tutti gli amici della BlackCandy. La foto di copertina però non è mia, è di Letizia Frattegiani. Paolo mi ha chiesto di elaborarla. Di metterci del mio. Mi ha dato delle indicazioni di massima e io l’ho interpretata.
Lo so, sembra vanità. Vi assicuro, è solo orgoglio e Amore.
Ok, basta.

PAOLO BENVEGNU'
DELL’ODIO DELL’INNOCENZA

 

Anche questa settimana di “àncore” ha la sua curiosa caratteristica di presentare elementi simili, elementi che hanno un legame tra loro: sono tutti artisti. Tutti hanno a che fare o con la musica, o con il teatro, la fotografia, la scrittura. Questa cosa non mi dovrebbe sorprendere. Dovrei essere abituato a cogliere certi “legami invisibili”. Come dice Paolo, siamo antenne.

Questa settimana ho imparato che gli alberi si possono sdraiare; che il verde nasconde; che i trattori servono a raccontare favole; che non possiamo scegliere da chi nascere; che per qualcuno il tempo sembra essersi fermato; che il gelato all’ultimo piano ci arriva; che se le case sono colorate chi ci abita è colorato dentro; che i dubbi ci saranno sempre; che i bambini continuano a nascere; che i mariti, come solito, si pentono sempre dopo di non esserci.

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